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Il mondo degli insegnanti

Mentalità, sogni, utopie, speranze, ansie, comportamento degli insegnanti

E’ curioso degli insegnanti il mondo:
sia nella piccola che grande scuola
certo mancar non può chi fa la spola
le superne idee dispensando in tondo,
 
e agli altri spetta portar la carriola.
Se assistere volete al finimondo,
partecipate al nostro girotondo,
dove gli eletti urlano a squarciagola,
 
esagitati in cerca d’attenzione;
bisognosi di riconoscimenti,
si pongono in vista ad ogni occasione.
 
Dell’altrui opera sempre malcontenti,
anche se celano l’opposizione,
mirano pezzenti agli emolumenti.

Di varia umanità è ricca la classe
docente, che all’insegnamento attende,
il sapere pescando con le nasse
della scienza, e ai contrasti non s’arrende.
 
Forma alla vita le giovani masse
con l’amore che il cuore caldo accende,
del vizio dipanando le matasse,
mentre la suprema virtù risplende.
 
Ma se guardi bene noti un difetto:
all’altro ognun superiore si crede
e se stesso considera perfetto,
 
anche se -che guaio!- lo fa in buona fede;
sempre pronto a premere il grilletto,
quando del collega il successo vede.

La seduta non serve a programmare,
ma a dare libero alle pene sfogo,
i nascosti desideri svelare,
gli invisi colleghi mandare al rogo.
 
Finalmente alle ortiche si può buttare
la maschera austera del pedagogo
ed il vero nostro essere mostrare,
le vesti assumendo del demagogo.
 
Della perdita di tempo assai esperti
e delle vuote chiacchiere i docenti
si rivelano. Alla critica aperti,
 
dotti psicanalisti degli intenti
altrui, meschini stilano i referti
e del marcio proprio sono indulgenti.

Da ridere mi viene quando io sento
la professionalità millantare
a ogni occasione con alato accento
e so quale sia il fine del cantare:
 
se stessi illudere con tal concento
d’essere preparati ad insegnare
a tutti mostrando il proprio talento
dalle sindacali spinti fanfare.
 
Meglio sarebbe bandire i proclami
e riconoscere quello che siamo:
lavoratori con stipendi grami,
 
per vocazione il lavoro svolgiamo;
vano risulta avanzare reclami,
da parassiti -si sa- noi viviamo.

Sempre pronti siamo a piangerci addosso
e a riporre fiducia nel sindacato,
invece di lottare a più non posso
per ottenere quanto meritato.
 
Dai politici il nostro ceto scosso,
dalla pecoraggine rovinato,
condotto è stato sull’orlo del fosso
con il benestare del sindacato.
 
Da anni piovono magiche promesse
di fresca erbetta per le pecorelle,
nuove e più magre nell’ovile immesse
 
della scuola strapiena di mammelle.
Numerosa dei docenti è la messe:
per tutti ci saranno caramelle.

Avete mai udito un professionista
celebrare se stesso e il suo operato?
Egli non si dà arie da trionfalista,
perché al posto suo parla il risultato.
 
Invece l’insegnante è specialista
nel lanciarsi al superfluo infervorato,
trascurando di svolgere, egoista,
il lavoro per cui viene pagato.
 
Sulla classe scarica l’insuccesso
con minuzia elencando il suo daffare
e dicendo scarso il tempo concesso
 
per poter debitamente operare.
Non riconosce l’errore commesso:
sa bene lui quello che c’è da fare!

Il desiderio degli insegnanti
Adorabile bambin,
prendi pure il Ritalin,
che tranquillo ti fa stare,
ed  il mondo bel t'appare.
 
Agitato più non sei,
non m’adiro con gli dei;
finalmente insegnar posso
e la smania non ho addosso
di mollarti sganassoni
mentre spiego le lezioni.
Sempre t’agiti e disturbi,
e la testa mi conturbi;
di parlare giammai stanco,
non vuoi stare nel tuo banco.
Per la classe giri e giri,
mi fai prender dai deliri
di frenetica impotenza,
e far nulla può la scienza
mia didattica profonda
che l'Amor grand'asseconda
del divin sommo Sapere,
giunto al mal del miserere.
 
Ritalina prendi pure,
o bambin, senza paure;
a te toccan  capsulette,
più non s’usan le bacchette.
 
Adorabile bambin,
prendi pure il Ritalin…
noi felici ben saremo,
e contento ti faremo.

Coerenza degli insegnanti
- La nostra scuola, ahimè, non funziona! -
 
Si lamentano spesso gli insegnanti.
E’ il loro passatempo preferito.
Chi porta con querula voce avanti
la scuola e costernato ti alza il dito?
 
Veloce la docente tuttofare
piroetta tutto il dì qual saetta.
Il docente turbinoso sul mare
soffia per sospingere la barchetta
 
sgangherata della scuola. Mai domi
girano indaffarati i maneggioni,
sui labari son sempre i loro nomi,
graziosi dispensando i loro doni.
 
Questo appare all’esterno osservatore.
Ma più da vicino diamo un’occhiata:
perbacco! La situazione è cambiata.
La campana è suonata, il professore
 
dov’è faccendiere? La classe aspetta
nell’atrio in festa, urlante ogni mattina.
La docente trottolina sgambetta
come sempre in ritardo ogni mattina.
 
Per fatue sciocchezzuole questo e quella
sanziona la docente criticona,
mentre lei a svuotare va la panciona
proprio quando suona la campanella.
 
E sai, quando la sigaretta accende?
Frenetica, appena lo squillo sente.
E lentamente poi le scale ascende,
seguitando a sparlare incontinente.
 
E cosa dire della progettista?
Almeno una volta in tempo arrivasse      
ñ

al cambio dell’ora! Si sa, l’artista
non la puoi rinserrare nelle casse:
 
svolazzar deve con altre farfalle,
succhiando il nettare di fiore in fiore;
intanto a te s’ingrossano le palle
nel sentire degli alunni il fragore.
 
Oh! Ma con la sua mente fina porta
la classe in Cina. Svolge anche il programma
ministeriale in tutta la sua gamma;
sappi che la routine non sopporta:
 
ha bisogno d’uno spazio vitale
per esprimere la sua fantasia;
avanti lei va a colpi di magia,
sembra, invece, che tu manchi di sale.
 
Vedi! Qui i ragazzi sono tutti in fila,
da un docente antiquato incolonnati;
là, come pecore son sparpagliati:
acconsente lassista l’aprifila
 
di tutte le novità pedagogiche
e di tutte le novità didattiche,
di tutte le varianti programmatiche
e di tutte le alte missioni eroiche.
 
- Grette sono queste pignolerie!
Deve la scuola sugli scudi andare,
nel bel mondo il successo annoverare.
Finiamola con le pedanterie! -
 
- Eppur la nostra scuola non funziona…-
- Burocrate sei, incallito e arretrato,
  per questa professione non sei dotato. -
 
- Di moda è lavorare alla carlona,
 la nostra scuola il buon senso abbandona…-

Corso di formazione 2
Vi sono docenti di quarant'anni,
vi sono docenti di cinquant'anni,
vi sono docenti con moglie e figli,
vi son docenti con mariti e figli.

Pensosi intorno al tavolo essi sono,
seduti rigidi a sentire il suono
magico della saggia direttrice,
degli insegnanti nuova formatrice.

- Accendete un cerino
e parlate un pochino,
svuotatevi del peso
che l'animo v'ha preso.
Ascoltate voi attenti,
fate poi dei commenti.
La vostra mente aprite
e voi stessi scoprite.
Qui venite a imparare
come comunicare,
con gli altri confrontarsi,
alla causa immolarsi. -

Giuliva garrisce la formatrice,
la gran psicologa riformatrice,
della nuova scuola conoscitrice
a cui molto la professione s'addice
di rendere i docenti educatori
e della scuola ligi servitori.

Una seduta spiritica sembra,
sol che non c'è una medium che rimembra
la vecchia scuola da qualche anno morta,
ma s'inneggia alla nuova ancor più storta,
inefficiente e falsa da non dirsi,
buona solamente a rimbecillirsi.

- Prodi eroi, docenti cari,
della Cultura alti fari,
sfoderate le virtù,
andrete sempre più su.
Professionisti saremo
se noi tutti ci daremo
anima e corpo insieme
a spargere il santo seme
dell'Educazione vera
che fa luce anche la sera -

- Ma gli insegnanti guadagnano poco -
dice qualcuno con murmure roco;
- Sì, risponde una voce, ma è pur vero
ch'essi lavorano sol col pensiero,
e se la spassano da mane a sera     
prosegui
e mostrano sempre una bella cera -
- Chi è che così s'esprime iniquamente?
Non sa costui che uscire dalla mente
ci fa lo stress dell'insegnante medio? -
- Ma smettetela con questa commedia!
Due sono le cose: o insegni e guadagni
poco, oppure non insegni e guadagni
nulla; in compenso poco si lavora
e nessuno ti licenzia per ora -

- Cooosa?? Ma che cosa dice!? -
Strilla forte la cultrice
dell'eletta Educazione,
della Cultura il vibrione.
- Da lei ciò non m'aspettavo,
mi sembrava così bravo!
Bisogna che si lavori
tanto; su, su con i cuori!
Sintomo è la qualità
di professionalità.
Se professionisti siamo,
tanto guadagnar possiamo!
Lavorare, lavorare,
se vogliamo guadagnare! -
Strilla, strilla Berenice,
la perfetta educatrice.

- Signora, io son precario; avessi fatto
l'agrario! tempo perso non avrei,
a scuola maltrattato non sarei! -
- Calma, calma, carissimi docenti,
la nostra professione è per valenti
uomini, dediti ad una missione
e non a una facile promozione.
Gli insegnanti persone scelte sono
e non per tutti è dispensato il dono
di spargere con dotta mano il seme
nella feconda mente dei ragazzi,
e di farli crescere tutti insieme
come fiorellini raccolti in mazzi -

- Finalmente un'insegnante
dal pensiero interessante,
che ragiona con il cuore
e non si lagna per ore.
Sia d'esempio a tutti quanti!
Seguitela tutti quanti!
Se no, in pochi andrete avanti! -

I docenti, e vecchi e giovani, muti
stanno, avviliti e di paura smunti.
Non protestano, ma chiaro hanno in testa
che, adeguandosi, un dì faranno festa.

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