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Sbigottito io rimango, non si balla più il tango, ma si suona il violino, l’archetto azionando dell’inchino, a sghimbescio colpi dando alla spalla. Ognuno finalmente senza urlare i dubbi può e le critiche avanzare? Parrebbe un sogno; ma già sotto sotto qualcuno pensa di fare filotto. Quest’anno non si litiga, perbacco! Chi mai gli ha messo la testa nel sacco? Tutto secondo il suo volere incede, per cui le altrui malefatte non vede? O il Capo ha ferma mano e non si lascia manovrare? Calmo è lui e non s’ambascia se il discorso ‘sto pedante gli sfascia; a sentir le cazzate non s’accascia, passa subito al voto con rigore: - Alziamo la manina, per favore - ed ai docenti mette in pace il cuore. E quell’altra che scalpita in silenzio? S’appresta acre a mescolare l’assenzio da propinare al momento opportuno a colui che la contesta importuno? Dove sono andate le litigate? Rallegravano le nostre giornate! Ora tutto è ligio, anzi tutto è floscio: che fare per risvegliare l’inconscio? Attenti, silenziosi i professori sonnecchiano di Morfeo ai sopori. Possibile che tutto fili liscio? Che abbiano paura dello scudiscio? Primo punto: visite d’istruzione. Le perle son della programmazione. Svariate sono le esagerazioni a sentir le magnifiche invenzioni: raffinate attività programmate si rincorrono alacri forsennate. Tredici sono le gite allestite! Quanti son gli insegnanti? - Udite, udite: ñ |
ventuno docenti per nove classi, normale che qualcuno se la spassi! Ma a me questo gioco dell’apparenza pare frutto di sciocca compiacenza: a che serve mostrare tanto d’ali, quando il volo sfiora solo i fondali? Mancano i docenti accompagnatori: ti guardano in cagnesco delle gite gli autori, occorre duplicar le vite spaccando a metà i nostri professori! Il tutto bene avete programmato? Delle vostre arie ho sempre dubitato. Gonfiate pancia e petto: - Quel progetto scaturito dalla mia mente fina, da tutti valutato una perlina, dai genitori è stato ben accetto. Ed ora quattro ceffi disgraziati accusano che i dati son truccati. Dite piuttosto: Volete in quel posto ficcarmelo, adducendo l’alto costo? O di proposito voi non volete a visite partecipare e a gite la nostra attività boicottando e d’esser poco seri dimostrando? - - Falla finita, gonfiato pallone! Adesso stai pagando l’ambizione. Volevi i colleghi ai tuoi piedi stesi, senza saper che vari sono i pesi. Io in un modo, tu in un altro la vedi, non me ne frega di quello in cui credi; pensa soltanto a non strafare tanto e delle tue azioni non menar vanto. Perché mai tutta questa frenesia? Vuoi sbancare con la demagogia? Cambia mestiere, se tu col sedere vuoi fare carriera, e inizia a tacere - Alla fine, tuttavia, la seduta si è rivelata molto contenuta. E questa volta è la prima volta che dopo tanti anni in orario è sciolta e la nostra mente non è stravolta. |
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Malvasia |
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Le budella s’attorcigliano mentre taluni sbadigliano alla lettura avvilente del verbale precedente. Oggi pure mi sa tanto dovremo pregare un santo che l’inutile riunione non risvegli il Minchione. Il verbale è approvato con assenso scontato. Solo a por cavilli assai s’avvia Pignolo Banzai. Replica il Capo retorico, il suo viso è molto euforico. Che cosa mette in rilievo? Noi ridiamo con sollievo. Una discussione inizia, di scemenze la primizia; d’autonomia ancor si parla, è il momento della ciarla! Ecco il Menade invasato (ieri il vino ho travasato) che è preso da frenesia (vuoi bere la malvasia?) Quale è stata la conclusione? La quotata commissione cambia subito obiettivo e a settembre pon l’arrivo. Il Collegio è un perdigiorno, perché dell’Ordine del Giorno non è ancora al primo punto osservo con disappunto. Le gazze fuori ciarlano, mentre i docenti strillano, facendo a quanto pare da perfetto contraltare alla cagnara riottosa che monta disgustosa. Sono stanco di vedere questi uomini del sapere per inezie litigare e il buon senso maltrattare. – Mi spiegate, per favore, la causa di tal livore?– prosegui |
– Che livore! Si ragiona,
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Primo punto dell’ordine del giorno |
Armati tutti siamo
d’archibugio: |
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Terra
straniera
Alla fine dell’inane
riunione |
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Collegio Docenti |
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Che bella parata di tromboni |
E’ stanco
l’alunno e si riposa |
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Legge il verbale Culto il dotto che ha dato vita a tal prodotto. Le parole corrono via con la solita liturgia. Tutti quanti sembrano felici (i maestri innanzitutto, se non parlano sono in lutto) d’aver posto le radici pedagogiche, magnifiche e progressive del processo educativo dell’Istituto comprensivo di Lignano Sabbiadoro giù giù fino al piloro. E’ passata già mezz’ora e la discussione non inizia ancora. I docenti ascoltan zitti come tanti pesci fritti. O cari miei, colleghi cari i verbali brevi son rari, essi vanno subito snelliti, così redatti son dei bolliti. C’è la signora Tal dei Tali che tra le ruote mette i pali; crede sia un bel passatempo far perdere prezioso tempo, criticando con voce aspra e chioccia chi con le sue poche idee incoccia. Finalmente il personale docente inizia la discussione fervente e prolissa dell’ordine del Giorno, come fosse un prelibato contorno, trattando con minuzia ogni punto anche se in preda a grande disappunto. Calendario scolastico 2000/2001 (sarebbe bello se non ci fosse alcuno!): è importante le vacanze calcolare per chi è abituato ad elemosinare. Situazione dell’organico di fatto (dello scorso anno si fa il ritratto) e assegnazione dei Docenti alle classi (si segue l’annosa e criticata prassi). Alunni di handicap portatori (gli insegnanti sono anche dottori!: prosegui |
sono molti a Lignano ‘sti poveracci che danno la pappa a vari michelacci. Piano dell’Offerta Formativa (la scuola va sempre più alla deriva): scelta delle attività da incentivare (le orecchie si drizzano, c’è da mangiare). Esperta attività d’aggiornamento (si vada piano con tale strumento): viene approvato con molta passione un corso (non lungo!) sulla comunicazione. Alla materia si passa poi alternativa con molto gaudio per chi si liscia l’ogiva. Or è giunto il momento di quantificare le ore del Collegio Docenti, dei Consigli di Classe, interclasse e intersezione; sembra di essere in una stazione: tutti hanno voglia di viaggiare, tutti le vacanze prolungare, nessuno vuol lavorare. Colleghi cari, invece di scagliar pillacchere, invece di far tante chiacchiere, cominciate a lavorare, con i fatti a dimostrare quanto bravi siate ad insegnare. Segue il regolamento delle sedute del Collegio dei Docenti: c’è da ridere a sentir le ciance di chi vuol prendere sempre la parola e correre con le sue mute per far vedere quant’è bravo nella caccia e intanto non pensa di perdere la faccia. Si sviscera poi con passione e tattica la programmazione educativa e didattica. La nomina del docente di lingua latina non si fa attendere questa mattina. Veloci si decide di suddividere in quadrimestri l’anno scolastico, ma non per i maestri. Varie ed eventuali finalmente tolgono il disturbo ad ogni docente. Finito è il verbale, mi fa male la cervicale; ho seguito con stoicismo la tiritera del dandismo esibito a raggiera.
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| Fine giugno: ecco l’ultimo
Collegio che chiude un anno veramente egregio. C’è il Gran Capo che suona la chitarra, dolce qualcun altro aziona il violino, colui usar vorrebbe la scimitarra, ansiosa pretende costei un inchino. C’è chi tace e non acconsente affatto, c’è chi si mostra molto soddisfatto, c’è chi mai perde il vizio di sbuffare, c’è chi si siede dietro per parlare, c’è chi sfoglia attenta la sua agendina, c’è chi vorrebbe andarsene in piscina… Le solite iniziano cantilene, identiche da anni le messinscene. (Almeno una volta erano più brevi e il tempo, sacro tempo, non perdevi!) Non vi sto a raccontare tutto quanto per non ripetere il noioso canto, basti saper che l’ordine del giorno da più di venticinque anni invariato stantio presenta lo stesso contorno che ad ogni fine anno viene gustato. Tra odorosi zefiri di sudore la lenta nenia attacca Camomilla con un piatto resoconto incolore, sgusciando tra i problemi come anguilla, e con un falso incoerente velo il marciume copre dello sfacelo che ha aromatizzato la nostra scuola. E tutti zitti con la museruola! Anche chi ha abbaiato per tutto l’anno ed ha insegnato con estremo affanno, ché gli alunni si sono ammutinati - una cara collega li ha appoggiati, e Camomilla non li ha contrastati - ma in compenso promossi sono stati! Nelle medie oramai nuovi profeti considerano illeciti i divieti; seguono essi questa filosofia: mandare tutti avanti, e così sia; vadano a scocciare alle superiori, le ripetenze sono deteriori. Il Capo carismatico con voce flebile e austera evoca la sua croce nel raccontarci come è stato bravo, nuovo Ponzio Pilato, a far l’ignavo: a soggiacere a tutte le richieste, ad accettare tutte le proteste di figli, genitori, nonni e zie senza mai bloccar le loro isterie; ad elargire oboli e caramelle ai docenti rompiglioni e loquaci, ché non alimentassero fiammelle o non si facessero troppo audaci. Ecco! Il panegirico ora declama dei progetti, delle attività svolte, la nostra eccitando cara madama che molteplici ha fatto giravolte trafficando, e la sua classe lasciando per un "attimo" al collega o al bidello; e intanto gli alunni erano allo sbando, lieti di ballare tal carosello. prosegui |
Ecco! Tocca ai preposti ora
elogiarsi, dettagliando le gravose fatiche cui con pena han dovuto sobbarcarsi per ricevere soltanto molliche. Ecco! Le due solite maestrine che devono per forza intervenire con varie annotazioni bizantine per farsi da Camomilla applaudire. Ecco! Dei fatti incresciosi si tace: agli insegnanti piace stare in pace; l’estate ci chiama e non è il momento di procedere all’accapigliamento. Ecco! Il prof dalla classe tartassato mogio e zitto siede tranquillo, proprio lui che sempre ci ha enumerato le manchevolezze di Camomilla. (Così chiamato è stato il nostro Manager, altresì denominato Gran Monager; Preside nomato un tempo, poi Capo d’Istituto ed ora Dirigente) Gira e rigira siamo sempre a capo: ad un incompetente un saccente, ad un furioso subentra un dormiente. Risultato: litri di camomilla erogati da una saggia autobotte ha spento la nostra ardente favilla, ed in più i docenti hanno le ossa rotte. E’ stato l’anno delle circolari, dalla slot-machine dei segretari sputate per qualsiasi situazione con burocratica circospezione: per ogni azione la sua circolare, quasi pure per andare a pisciare. Dal ciarpame delle carte gravate, sbagliato hanno spesso le applicate che passavano gran tempo a studiare come preparare la circolare. Sagace il Capo le leggi sfogliava ed in Presidenza sempre restava a trovare legale scappatoia alla sua persistente paranoia. Eccovi l’assunto di Camomilla, vaticinato da vecchia Sibilla: - Tanto per aver le spalle coperte, me ne sto placido a braccia conserte. Se succede qualche cosa di strano, posso sempre nascondere la mano. - Nel concludere allegro vi rammento che mancar non potevano parole fatidiche a chiusura del concento: - A settembre, programmeremo tutto, e con la cartina di tornasole del lavoro valuteremo il frutto! - Ma a settembre… - E’ presto per programmare: son gli alunni nuovi, mancan docenti; ad altro mese è meglio rimandare. Non siamo mica dei maghi veggenti! - |
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