Collegi dei Docenti

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1

Oh, come mi diverto!

Oh, come m’annoio!

Avventura

Mentulae  

Bagigi

    Organico funzionale

Il POF

Primo Settembre 2004

Ora vi sistemo, brutte bestie!

 

2

Malvasia

Accusa

Terra straniera

Collegio

Inizio

Visite d’istruzione

Collegio Giugno 2002

 

Primo Settembre 2004

Signor ministro,
non me ne voglia
se d'insegnare
non ho più voglia.

Dopo due brevi mesi di vacanza,
gli insegnanti sono qui riuniti.
Assonnati, lamentosi e intristiti
sospirano seduti nella stanza.
- Nell'anima e nel corpo ritemprati
possiamo, colleghi, ricominciare!
Quest'anno è davvero particolare
e saremo tutti molto impegnati. -
serioso attacca il nostro Dirigente
con la ripetuta frasetta annuale.
- È l'anno della riforma epocale
che rendere può la scuola efficiente.
Per questo la nostra scuola s'aggiorna.
Ora i giorni di lavoro vi doso:
oggi lavoro, domani riposo;
dopo domani al lavoro si torna. -
(Ma come! Non ancor comincia l'anno
e i docenti sono già tanto stanchi?
Forse che essi hanno delicati i fianchi
ed il lavoro li mette in affanno?)
- Se noi questa riforma applicheremo,
un balzo in avanti farà la scuola,
perché con l'autonomia si vola,
e un sano taglio al passato daremo. -
- Anche quest'anno mancano docenti -,
sibila Banzai, adirato, tra i denti,
- Si dica basta ai soliti espedienti!
Non si programmi al posto degli assenti! -
- Professore, pazienza, è la volta buona,
(Risuona questa frase da trent'anni
fomentatrice di aspri disinganni)
e fissa non sarà più la poltrona. -   
prosegui 

- Vedo pei docenti un futuro nero:
diventeremo tutti dei precari -,
mormora angosciato il Re degli erbari,
- forse ci conviene accendere un cero
a… - Sì, a Sant'Antonio! Ma cosa dici? -,
sbotta il Seguace d'ogni cambiamento,
capace di suonare senza strumento,
- Questa riforma ha possenti radici
che crescere faranno rigoglioso
l'albero sempreverde del Sapere. -
- Hai ragione -, s'intromette l'Alfiere,
delle novità capitano iroso,
- spero che la riforma vada in porto. -
- Dove potranno entrare solo eletti,
mentre gli altri finiranno nei ghetti! -,
s'inalbera l'ex comunista Storto.
- Un po' di calma, signori colleghi,
l'ideologia non ci prenda la mano,
tanta politica s'è fatta invano
sotto la guida di falsi strateghi -,
dice il Dirigente, capo recente,
dimostrando d'esser poco imparziale,
guardando con occhi torvi, esiziale,
il povero Storto non compiacente.
Gli altri docenti stanno zitti e muti,
specialmente quelli che son canuti,
stufi di sentire le stesse cose
piene di promesse meravigliose.
Squillano le trombe ministeriali,
cambia la musica giorno per giorno;
baldi gli araldi vanno intorno intorno
a proclamare annunci eccezionali.
Il popolo scolastico è perplesso,
e, vedendo la riforma confusa,
si pone una domanda non astrusa:
- Ma che cosa dobbiamo fare adesso? -


Oh, come mi diverto!
Mi diverto e me la spasso
quando uso il compasso;
la pistola prendo e sparo
quando bevo whisky amaro.
Non mi fare arrabbiare
lasciami in pace stare!
Voglio sull’amaca riposare
e bevande fresche sorseggiare.
 
Or arriva il confronto,
io prevedo uno scontro.
Tira fuori la tua grinta
datti, datti una spinta!
Tira i fili del discorso,
traccia lucido il percorso.
Hai bisogno di soccorso?
Vai rapido in via del Corso.
 
Oh, che bello! Oh, che bello!
C’è chi spacca il capello!
Qui è tutto un bordello.
Canta lieto il fringuello.
 
C’è la Boria in persona
che col Dotto tenzona.
Ella invita alla calma;
agitando la palma?
Signornò: con lo strillo
essa impone il sigillo.
Urla a destra e a sinistra
più e più di una ministra.
Ma il nostro Pedantone
che è preso da pulsione,
proprio non sa tacere,
il banco vuol tenere,
e così fa il suo gioco,
attizzando gnocco il fuoco.
Che amabile duetto!
Una strilla in falsetto,
l’altro ha la faccia dura,
ma a lei non fa paura.
Come sempre alla fine
si conclude il bel cine:
quella lì se la ride,
questo qui i denti stride;
quella là gli occhi sbarra
a udire la gazzarra,
questa qua è frastornata
dalla rozza scenata.
 
Mi diverto e me la spasso
quando c’è questo chiasso,
la pistola prendo e sparo
quando parla il Tupamaro.
Finisce finalmente
la seduta demente.
Alla prossima v’invito,
già m’immagino l’ordito.     prosegui
 

Oh, come m’annoio!
Incomincia la riunione
con la protezione civile
dopo il discorsetto leccone
d’apertura molto servile.
Defensor è il civile protettore
che espone rigoroso con grigiore
i dettagli d’evacuazione
contemplati dal nuovo piano
di titanica creazione.
L’assistente non dice una parola:
osserva, sorride, tacita, sola.
 
Torna a disquisire con alati accenti
Corbellino, sempre incline ad inchini,
ad usare tali momenti
per avviare il motore
con verbosi e magniloquenti
deliri da adulatore.
Certo non manca l’intervento
dell’egregio professor Solerte
che ti fa stare a braccia conserte.
E’ la pennellata finale
priva di succo cerebrale:
-Vivamente la ringraziamo,
cose buone le auguriamo,
intanto noi continuiamo
con la nostra professione-
Bla, bla, bla che progressione!
Finalmente le carte apriamo
dei vari superflui progetti,
che sgranocchiando lecchiamo
come deliziosi confetti.
 
Che tutto fili liscio non crediate,
anche oggi si sprecano le minchiate.
Sembra uno studio da psicanalista
la sala in cui il Collegio è riunito:
Eris assiste furiosa non vista,
ogni docente sul lettino è sito.
Una parola basta, e l’Io profondo
le delusioni scatena represse
e i presunti soprusi trae dal fondo;
nel cuore le ire non son più compresse:
svuotiamo il sacco dei torti subiti,
i visi tornano freschi e distesi.
Ogni volta si urla disinibiti
ed Eris tesse nuovi malintesi.
E così di volta in volta si strilla,
mentre il simpatico nervo fibrilla.
 
Un dubbio l’animo mi rode inquieto,
spesso queste domande mi ripeto:
Sono i docenti del tutto normali?
O soltanto sono essi passionali?
Si credono essi del Verbo i vicari?
Per questo son del buon senso i sicari?
Da che dipende la lor brama ardente?
D’avere morbosa la loro mente?

Ciuco

Avventura

Or comincia l’avventura:
non diventi un’impostura!
In ritardo la riunione ha inizio
certamente non sarà uno sfizio.
Questi discorsi mi fanno star male
meno male che s’avvicina Natale.
Di riposare ho grande desiderio:
lo penso mentre ascolto serio
le panzane sulla carta dei servizi
che incita a soggiacere ai propri vizi.
Chiacchiera questo, e chiacchiera quello,
intanto Mosco s’aggiusta l’uccello
nel vedere la coscia tornita
della vogliosa procace Anita.
 
-Son puntualissimo fin da bambino -
afferma serafico Corbellino;
grida poi forte che Maurizio è assente,
rispetto non ha per il presidente,
e manco pei colleghi qui presenti
[che volentieri sarebbero assenti].
 
Il professor Sambòr legge il verbale:
ascoltiamo avvinti da noia mortale.
Il documento alla fine è approvato
e il primo punto del giorno trattato.
La carta dei servizi tiene banco;
nel sentire tali ciance mi stanco.
Dei progetti or si comincia a sbraitare,
felice passeggerei lungo il mare!
Il progetto lettura è pleonastico?
L’assunto del Capo mi pare drastico.
E’ nominata tra la confusione
una saggia ed esperta commissione
per avanti portare circospetto
il nuovo telematico progetto.
C’è pure il progetto interculturale
che sembra spazi nell’innaturale.
Chi è il referente dell’educazione stradale?
Certamente chi il codice non mastica male.
Importante è anche l’educazione alla salute,
ma ora si imitano pantagrueliche bevute.
Finalmente finiamo coi progetti...
Ah! Quante stronzate ci siamo detti!
Il progetto Comenius, che rottura;
se non andasse in porto, che figura!
Fatela finita! Mi avete rotto.
Si parla forse con asini al trotto?      
prosegui

Ciancia, ciancia il caro collega:
ma vatti a sparare una sega!
L’incenso adulatorio sparge in giro,
addormentare mi fa come un ghiro.
- Scusate s’io son duro nel parlare
ma, colleghi, mi volete ascoltare? -
- Ragione hanno -, rispondo incontanente,
- Ora i coglioni hai rotto a questa gente!
Concludi la tua pedante concione,
il cervello ti sta andando in fusione -
 
Passiamo poi alla settimana bianca;
prende la parola chi mai si stanca.
Devi ancora ascoltare tristemente
proposte snocciolate scioccamente.
Dopo di che la super commissione
per dare alla scuola l’estrema unzione
nominiamo con scelta rigorosa,
urlando e frecciate lanciandoci a iosa.
 
Il terzo punto all’ordine del giorno
al software didattico gira intorno.
Due finanziamenti sono arrivati
per pagare i prodotti comperati.
Piano di aggiornamento Novantotto
adesso succede un bel Quarantotto.
Si delibera all’unanimità:
l’uso della multimedialità
sia sviluppato con celerità.
Sembra finita…Che cosa succede?
Un intervento che il buon senso eccede!
-Fermi tutti! Ma dove ve n’andate?
Finiamola con queste chiacchierate!-
Possibile? C’è un’altra novità
sulla didattica continuità.
Alto là! C’è un corso d’aggiornamento.
Ma non vi basta! Ma questo è un tormento.
Varie e eventuali chiudono il finale
della gran buffonata stomacale.
 
Fa la bionda un casino indiavolato,
perché ascolto a lei non è stato dato:
con fare scorbutico e assai scortese
pretende che inizi il corso d’inglese.
Scocciati la mandiamo a quel paese;
lei più s’ incazza e urla le sue pretese.
Finalmente la seduta si scioglie;
che gaudio! mi son venute le voglie.

Civetta

Mentulae
Clinton ce l’ ha storto,
Bossi ce l’ ha duro;
io ce l’ ho rotto
da quando è finito contro il muro
dell’eterna riunione.
Ecco qui il prosseneta conformista;
ci dà sotto il gaio affabulatore;
parla, dice, mellifluo opportunista,
magnanimo e tenace adulatore
della trita relazione.
Invocan tutti: basta, basta!
Imperterrito lui continua
a mescolare la sua pasta.
Non s’accorge affatto che a lui attigua
mal celata è la sopportazione.
Uno pensa: mi ha rotto il cazzo!
Uno grida: cambia disco!
Un altro sbotta: che andazzo!
- Calma, calma, ora finisco! -
- Non è mica una lezione
di un mona leccaculo! -
urla forte con passione
il professor Sante Gargiulo.
 
E’ sempre lui che straparla
che con la chiacchiera tarla
la pazienza e il buon umore
del Collegio educatore.
Se la prende gran catone
con chi non gli tien bordone,
da mane a sera imbronciato
il riso ha dimenticato:
ridi pure, fa buon sangue,
e la mente non ti langue!
Anche oggi cazzate mille
hanno acceso le scintille.
Contro tale portamento,
del senno svilimento,
io protesto con il verso,
ma va agli altri di traverso:
una volta s’ammalasse,
non farebbe il capoclasse!
          prosegui         

Bagigi
Or inizio senza sfizio
a sentire le lagnanze,
le sofferte rimostranze,
gli stucchevoli litigi
su come spartire i bagigi.
- Ho lavorato un giorno intero,
ma non ho beccato nemmeno un pero -
- E’ stato uno sbaglio grave assai
che quel giorno le mie ore non segnai -
- Mi prendete forse in giro?
Non mi date una biro?-
- Sono accuse dilanianti
che in quest’emerito Collegio
sono portate senza tatto avanti,
dimostrando scarso pregio,
e apportando all’animo mio mesto
un vile e basso sfregio.
Ho la netta sensazione d’esser
pugnalato a tradimento
quando mi s’accusa di fare
troppo movimento -
- Io sono legalista! -
(Ogni tanto si gratta la cista)
- Il collega menzognero non è in buona fede,
la nostra dignità d’uomini retti lede! -
- Distrugger non si può la cultura,
sarebbe una bestial iattura –
 
Parlano e urlano senza posa alcuna,
intanto su nel ciel sale la luna.
Di perdere tempo son contenti,
di lanciare offese sono impazienti;
quando la solita divampa rissa,
tutti sono pronti con la sarissa,
il nemico smaniosi d’infilzare
e far le proprie ragioni approvare.
Sicuro rimedio a simile andazzo,
sarebbe quello d’accendere un razzo,
che facesse luce alle loro menti,
d’etica prive e di senno carenti.
Se tali signori strapazzo spesso,
vuol dire che si son dati all’eccesso.

Sono la Moderna, insegnante tutto fare.

Organico funzionale

Il verbale cominciare
io dovrei come altre volte,
con le palle già sconvolte;
oggi invece voglio stare

tutt'attento e rispettoso
delle chiacchiere e scemenze
che m'han reso assai gioioso
nell'ascolto d'esperienze

sulla nuova Educazione.
Ma speciale oggi sarà
l'inconsueta confusione
per non dire assurdità.


Strabilianti novità:
nuova scuola si farà!

Spariranno i bei progetti
che arricchivano i docenti,
lieti lieti gli anzidetti
loderanno compiacenti.

Per fortuna che c'è un Santo
a cui chiedere ogni tanto:
San Giuseppe protettore,
l'inope aiuta educatore;
San Francesco Poverello,
facci avere un quattrinello.

E scopriamo proprio adesso
che ci danno un po' di lesso:
con la somma elargita extra
gusteremo la minestra.
Diramata è la notizia
con istrionica furbizia.

Corbellino dà la stura
con spocchiosa sinecura
ai commenti gestionali
con esempi assai banali.

Egli inneggia all'autonomia
con patetica energia;
è per lui la panacea    
       prosegui

che guarisce la diarrea
del danaro speso male
a favor dello statale.

Gestionale autonomia,
guida, guida la mente mia!

Bella sei e meravigliosa,
tu la scuola fai vogliosa.
Le tue ancelle son le schede
per tastar la vera fede;
finanziarie sono dette,
dei progetti le vedette.

Di ricerca attenta frutto,
di tenace uomo costrutto,
dell'ingegno evoluzione
che pon fine all'inazione.

Molte perle poi sparpaglia
azionando la mitraglia:
con la sus-sidiarietà,
con la fles-sibilità,

con la pro-gettualità,
con la buona volontà
si farà la scuola nuova
che da tempo abbiamo in cova.

Siamo grandi educatori,
di valori fautori.
Organismo funzionale:
che pensata eccezionale!
La profes-sionalità:
che gratuita velleità!

Alla fine con mesto viso,
di missione molto intriso,
la Collega ci spiattella
la recente pappardella;
e poi l'altra ci propina
la succosa agra dottrina.

Dico adesso anche la mia:
quante ciance, mamma mia!

 

IL POF

Riposato a scuola arrivo,
trovo lì Bidel bidello.
Che prontezza, com'è attivo!
Mi consegna ridarello
un libello molto bello.

Il POF è dell'anno in corso,
studiato dall'anno scorso;
ripresenta la pappetta
rimestata in lenta fretta.
Paroloni e paroloni
degli esperti chiacchieroni
attraversano la scuola
più veloci d'una spola.

Sembra bello, proprio bello,
è perfetto 'sto libello.
Ti programma tutto quanto,
ti protegge come un guanto;
è un prodotto innovativo
che ti fa l'alunno vivo.
E ti mostra illuminanti
i miracoli da santi
che i docenti intraprendenti
sanno fare coi discenti.

Bello, bello 'sto libello,
il fior fior del saputello.
È l'offerta formativa
molto vasta e impegnativa:
i ragazzi quest'è certo
fortunati avranno un serto
di programmi educativi
di lezioni selettive
di moderni insegnamenti
di sapienti fondamenti.

L'Istituto comprensivo
ha il suo piano attuativo.
Interventi d'accoglienza
sono frutto della scienza;
il costante orientamento
è la guida del talento;
e sostegno e integrazione
della scuola son missione.
Se progetti voi volete,
venti, trenta? qui leggete!
Troverete di sicuro
che lanciare un bel siluro
a cautela ed a prudenza
è normale conseguenza.
Valutar deve il Consiglio
come va l'amato figlio,
con saggezza rilevare
se per caso vuol studiare.
Ogni cosa è predisposta,
operando senza sosta:
questo appare dall'esterno
sia d'estate (?) che d'inverno.
Ma la cosa è ben diversa:
sulla scuola si riversa
una massa di frenetici
che ritengono esser medici
delle menti giovanili
alla loro scuola ostili.
È scambiata l'eminenza
con la frivola apparenza:
appagare l'ambizione
è la molla dell'azione
che scompiglia i cervelloni
affamati d'ovazioni.

Oh che bello, proprio bello,
prodigioso quel libello:
il cervello non tormenti,
è il portento dei portenti.

                                                                         

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