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Signor ministro, |
- Vedo pei docenti un futuro nero: diventeremo tutti dei precari -, mormora angosciato il Re degli erbari, - forse ci conviene accendere un cero a… - Sì, a Sant'Antonio! Ma cosa dici? -, sbotta il Seguace d'ogni cambiamento, capace di suonare senza strumento, - Questa riforma ha possenti radici che crescere faranno rigoglioso l'albero sempreverde del Sapere. - - Hai ragione -, s'intromette l'Alfiere, delle novità capitano iroso, - spero che la riforma vada in porto. - - Dove potranno entrare solo eletti, mentre gli altri finiranno nei ghetti! -, s'inalbera l'ex comunista Storto. - Un po' di calma, signori colleghi, l'ideologia non ci prenda la mano, tanta politica s'è fatta invano sotto la guida di falsi strateghi -, dice il Dirigente, capo recente, dimostrando d'esser poco imparziale, guardando con occhi torvi, esiziale, il povero Storto non compiacente. Gli altri docenti stanno zitti e muti, specialmente quelli che son canuti, stufi di sentire le stesse cose piene di promesse meravigliose. Squillano le trombe ministeriali, cambia la musica giorno per giorno; baldi gli araldi vanno intorno intorno a proclamare annunci eccezionali. Il popolo scolastico è perplesso, e, vedendo la riforma confusa, si pone una domanda non astrusa: - Ma che cosa dobbiamo fare adesso? - |

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Oh, come mi diverto!
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Oh, come m’annoio!
Incomincia la riunione con la protezione civile dopo il discorsetto leccone d’apertura molto servile. Defensor è il civile protettore che espone rigoroso con grigiore i dettagli d’evacuazione contemplati dal nuovo piano di titanica creazione. L’assistente non dice una parola: osserva, sorride, tacita, sola. Torna a disquisire con alati accenti Corbellino, sempre incline ad inchini, ad usare tali momenti per avviare il motore con verbosi e magniloquenti deliri da adulatore. Certo non manca l’intervento dell’egregio professor Solerte che ti fa stare a braccia conserte. E’ la pennellata finale priva di succo cerebrale: -Vivamente la ringraziamo, cose buone le auguriamo, intanto noi continuiamo con la nostra professione- Bla, bla, bla che progressione! Finalmente le carte apriamo dei vari superflui progetti, che sgranocchiando lecchiamo come deliziosi confetti. Che tutto fili liscio non crediate, anche oggi si sprecano le minchiate. Sembra uno studio da psicanalista la sala in cui il Collegio è riunito: Eris assiste furiosa non vista, ogni docente sul lettino è sito. Una parola basta, e l’Io profondo le delusioni scatena represse e i presunti soprusi trae dal fondo; nel cuore le ire non son più compresse: svuotiamo il sacco dei torti subiti, i visi tornano freschi e distesi. Ogni volta si urla disinibiti ed Eris tesse nuovi malintesi. E così di volta in volta si strilla, mentre il simpatico nervo fibrilla. Un dubbio l’animo mi rode inquieto, spesso queste domande mi ripeto: Sono i docenti del tutto normali? O soltanto sono essi passionali? Si credono essi del Verbo i vicari? Per questo son del buon senso i sicari? Da che dipende la lor brama ardente? D’avere morbosa la loro mente? |
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Avventura |
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Or comincia l’avventura: |
Ciancia, ciancia il caro collega: ma vatti a sparare una sega! L’incenso adulatorio sparge in giro, addormentare mi fa come un ghiro. - Scusate s’io son duro nel parlare ma, colleghi, mi volete ascoltare? - - Ragione hanno -, rispondo incontanente, - Ora i coglioni hai rotto a questa gente! Concludi la tua pedante concione, il cervello ti sta andando in fusione - Passiamo poi alla settimana bianca; prende la parola chi mai si stanca. Devi ancora ascoltare tristemente proposte snocciolate scioccamente. Dopo di che la super commissione per dare alla scuola l’estrema unzione nominiamo con scelta rigorosa, urlando e frecciate lanciandoci a iosa. Il terzo punto all’ordine del giorno al software didattico gira intorno. Due finanziamenti sono arrivati per pagare i prodotti comperati. Piano di aggiornamento Novantotto adesso succede un bel Quarantotto. Si delibera all’unanimità: l’uso della multimedialità sia sviluppato con celerità. Sembra finita…Che cosa succede? Un intervento che il buon senso eccede! -Fermi tutti! Ma dove ve n’andate? Finiamola con queste chiacchierate!- Possibile? C’è un’altra novità sulla didattica continuità. Alto là! C’è un corso d’aggiornamento. Ma non vi basta! Ma questo è un tormento. Varie e eventuali chiudono il finale della gran buffonata stomacale. Fa la bionda un casino indiavolato, perché ascolto a lei non è stato dato: con fare scorbutico e assai scortese pretende che inizi il corso d’inglese. Scocciati la mandiamo a quel paese; lei più s’ incazza e urla le sue pretese. Finalmente la seduta si scioglie; che gaudio! mi son venute le voglie. |

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Mentulae |
Bagigi Or inizio senza sfizio a sentire le lagnanze, le sofferte rimostranze, gli stucchevoli litigi su come spartire i bagigi. - Ho lavorato un giorno intero, ma non ho beccato nemmeno un pero - - E’ stato uno sbaglio grave assai che quel giorno le mie ore non segnai - - Mi prendete forse in giro? Non mi date una biro?- - Sono accuse dilanianti che in quest’emerito Collegio sono portate senza tatto avanti, dimostrando scarso pregio, e apportando all’animo mio mesto un vile e basso sfregio. Ho la netta sensazione d’esser pugnalato a tradimento quando mi s’accusa di fare troppo movimento - - Io sono legalista! - (Ogni tanto si gratta la cista) - Il collega menzognero non è in buona fede, la nostra dignità d’uomini retti lede! - - Distrugger non si può la cultura, sarebbe una bestial iattura – Parlano e urlano senza posa alcuna, intanto su nel ciel sale la luna. Di perdere tempo son contenti, di lanciare offese sono impazienti; quando la solita divampa rissa, tutti sono pronti con la sarissa, il nemico smaniosi d’infilzare e far le proprie ragioni approvare. Sicuro rimedio a simile andazzo, sarebbe quello d’accendere un razzo, che facesse luce alle loro menti, d’etica prive e di senno carenti. Se tali signori strapazzo spesso, vuol dire che si son dati all’eccesso. |
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Organico funzionale |
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Il verbale cominciare |
che guarisce la diarrea del danaro speso male a favor dello statale. Gestionale autonomia, guida, guida la mente mia! Bella sei e meravigliosa, tu la scuola fai vogliosa. Le tue ancelle son le schede per tastar la vera fede; finanziarie sono dette, dei progetti le vedette. Di ricerca attenta frutto, di tenace uomo costrutto, dell'ingegno evoluzione che pon fine all'inazione. Molte perle poi sparpaglia azionando la mitraglia: con la sus-sidiarietà, con la fles-sibilità, con la pro-gettualità, con la buona volontà si farà la scuola nuova che da tempo abbiamo in cova. Siamo grandi educatori, di valori fautori. Organismo funzionale: che pensata eccezionale! La profes-sionalità: che gratuita velleità! Alla fine con mesto viso, di missione molto intriso, la Collega ci spiattella la recente pappardella; e poi l'altra ci propina la succosa agra dottrina. Dico adesso anche la mia: quante ciance, mamma mia! |
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IL POF |
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Riposato a scuola arrivo, |
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