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Interrogazioni

Gli ovini

Il professore, rivolto all’alunno, esclama:

- Mica penserai che gli ovini sono animali che fanno le uova?! -

Alunno: - Sì -

Professore, ironico: - Di mattina o di sera?-

Alunno, serio: - Sia di mattina che di sera -

 

Movimenti della Terra

Il professore pone la domanda: - Parlami dei movimenti della Terra -

Alunno: - La Terra gira intorno al Sole -

Professore: - Bravo! E come si chiama questo movimento?-

Alunno, dopo aver riflettuto: - Movimento d’equitazione -

 

Rivoluzione copernicana

Alla domanda: - Parlami della rivoluzione copernicana - l’alunno non sa rispondere.

Per venirgli incontro, il professore soggiunge: - Di quale nazione era Niccolò Copernico?-

- Italia -

- No, non era italiano, ma del Paese di Papa Woithila, Giovanni Paolo Secondo; cioè? -

- Romano!-

- No, hai sbagliato ancora. Papa Giovanni è polacco. Allora, dove abitano i Polacchi?-

- A Pola!-

 

Minoranza etnica

L’alunno sta parlando di razzismo. Viene fuori il termine etnia.

Professore: - Che cosa vuol dire etnia? -

Alunno: - Popolazione -

Professore: - La risposta mi sembra un po’ generica -

Alunno: - Non so dire altro -

Professore: - Va bene. E minoranza etnica cosa vuol dire? -

Alunno: - Vuol dire quando delle persone iniziano a diminuire -

 

Analisi logica 1

Siamo in seconda media.

Il professore chiede ad un alunno di svolgere l’analisi logica della frase:

“La gallina è nera”.

L’alunno risponde:

- La gallina: soggetto;

è: predicato verbale;

nera: complemento di colore! -

 

Analisi logica 2

Il professore chiede all’alunno:

- Nella frase “La tua preparazione in italiano è scadente”, sai dirmi che complemento è

“in italiano”? -

- Complemento di materia! - risponde deciso l’alunno.

- Ma che materia?! -

- Materia, come italiano, matematica, inglese, ecc. -

 

Analisi logica 3

Il professore interroga un alunno di terza media:

- Dimmi che complemento è “Tranne dieci alunni”-

L’alunno pronto risponde:

- Complemento di numerazione! -

 

Il palazzo di Cnosso

Il professore di storia interroga un alunno di prima media.

- Parlami del palazzo di Cnosso - gli chiede.

Il ragazzo rimane come imbambolato.

- E allora? - insiste il professore.

- Professore, non ho capito bene la domanda… -

- Hai studiato? -

- Sì -

- E allora parlami del palazzo di Cnosso! -

Finalmente l’alunno attacca:

- Cnosso era un personaggio che aveva un palazzo, e… -

- e… invitava i paesani a bere! - continua divertito il professore.

- Sì, è vero, e dava loro anche da mangiare - aggiunge l’alunno.

 

Giacomo Leopardi

Il professore interroga un alunno:

- Dimmi qualcosa sul Leopardi -

- Leopardi era triste e pessimista, perché non aveva la ragazza -

- Ma che cosa dici! -

- No, mi son confuso. Leopardi era triste perché aveva la gobba -

- Ma non hai finito di dire cretinate? Te lo sei sognato? -

- C’è scritto sul libro! -

- Ma va, sul libro…! -

- C’è scritto anche che la madre non lo faceva uscire per farlo studiare, e allora fuggì alle         Canarie… -

- … dove si mise ad allevare canarini. Questo c’è scritto sul tuo libro? -

- No -

- Povero Leopardi! Si starà rivoltando nella tomba! -

- Non si può rivoltare! -

- Perché? -

- Perché è morto da tanto tempo! -

 

La nuova India

Il professore interroga un alunno che di solito è impreparato:

- Esaminando la carta geografica, parlami dell’India -

L’alunno comincia: - L’India si trova in Asia -

- E’ già qualcosa. Vai avanti -

- Ad ovest troviamo i “Gatti” occidentali -

- E ad est i “topi” orientali! Ghati, con una sola T! -

L’alunno è in difficoltà. Il professore vuole aiutarlo. Gli chiede:

- Qual è la capitale? Puoi leggerla sulla carta -

- Nuova Delchi -

- Ma no! Nuova Delhi, non sai che l’acca è muta? -

- No, e poi mi sono imbrogliato. Non sapevo che l’acca avesse perso la voce -

 

Passato remoto del verbo avere

Siamo in prima media.

Professore: - Coniuga il verbo avere al passato remoto -

L’alunno riflette…

Professore: - Forza! Io ebbi… -

Alunno: - Ah, sì! Io ebbi, tu avesti, egli avette, noi avemmo, voi aveste, essi avettero -

Professore: - Ma no! Egli ebbe, essi ebbero! E’ la prima volta in vita mia che sento

una cosa simile -

Alunno: - C’è sempre una prima volta, prof -

Il professore ha un attacco d’ira, sta per esplodere, ma poi ride… e pensa:

- Ecchissenefrega! -

 

La Vittoria mutilata

Il professore interroga l’alunno sulla situazione in Italia dopo la prima guerra mondiale. Tra le altre cose il ragazzo dice:

- I nazionalisti erano scontenti, parlavano di vittoria mutilata -

- Che cosa significa vittoria mutilata? -

- Che l’Italia aveva vinto la guerra, ma tantissimi giovani soldati erano tornati a casa mutilati -

 

Le Cariatidi

Mentre l’alunno sta parlando dei monumenti dell’antica Grecia, al professore viene la malaugurata idea di chiedergli:

- Sai che cos’erano le Cariatidi? -

L’alunno rimane perplesso, e, quasi sbigottito della domanda fuori tema, risponde:

- Professore, in scienze non ancora abbiamo studiato la carie! -

 

                                                           Milano con lo smoking


- Parlami di Milano -
- Milano è il capoluogo della Lombardia, ha il Duomo, la Scala, ma anche un grave
  problema -
- Quale problema? -
- Ha il problema dello smoking -
- Lo smoking?! Ma stai scherzando? -
- No! Lo smoking, cioè l’inquinamento dell’aria; è scritto sul libro! -
- Forse volevi dire smog, non smoking -
- Professore, mi scusi, ma io mi confondo con le parole inglesi! -

 

 

Colloqui

L’esercizio fisico fa bene

Il professore di Educazione Fisica incita Pasqualino a lavorare:
- Pasqualino, forza con le flessioni! Lavora! -
- Ma professore, lei mi fa sempre lavorare! -
- Sì, così stai bene! -
- Ma io sto bene così! -

 

 

 Scommessa

Al professore tocca una supplenza ("Queste colleghe sono sempre assenti!") nella classe 3B, nota per la scarsa educazione.
- Svolgete il compito che vi è stato assegnato -
- Non abbiamo compiti! -
- Allora, fate l’analisi del periodo delle frasi che ora vi detto -
La classe, pur se a malincuore, lavora, eccetto quattro alunni che confabulano, sghignazzando, e tra di loro ammiccano verso l’insegnante.
Ecco che uno dei quattro, il ripetente, chiede al prof di andare in bagno. Torna dopo cinque minuti, si avvicina al docente e, atteggiando il viso a serietà e preoccupazione, mentre gli altri tre ridacchiano, sottovoce, gli dice:
- Prof, in bagno è successo un fatto grave! -
- Che cosa è successo? -
- M’è caduto l’uccello! -
- Ora sei fregato! - esclama l’insegnante, ridendo - Non puoi più... -
L’alunno, che si aspettava una reazione scomposta, ci rimane male, e gli altri tre gli dicono di pagare le 2000 lire scommesse per fare arrabbiare il professore.

 

  Sfida

L’alunno, disturbatore incallito, richiamato all’ordine, si rivolge al docente con atteggiamento di sfida:
- Prof, sarebbe lei capace di darmi una sberla? -
- No, ho paura di farmi male -
- E perché? -
- Perché hai la testa di legno e la faccia di bronzo! -

 

Compito in classe d’italiano

L’alunna si avvicina al professore, e, a bassa voce, chiede:

- Prof, come si scrive: conoscebbe o conoscette?-

- Conoscette, conoscette…-

- Grazie! -

E tutta contenta torna al posto.

 

Ritardo

All’alunno, che spesso arriva in ritardo, il professore chiede:

- Ma perché entri sempre in ritardo? Lo fai apposta? Non stai bene? -

- Nooo, è perché mi sveglio tardi -

 

Protesta

Suona la campanella: è il segnale della ricreazione. C’è trambusto, gli alunni si spingono.

Un alunno, viziato e petulante, sconvolto, corre dal professore:

- Professore, professore, Serpe mi ha sputato in faccia! -

- E che ci posso fare! Non l’ho visto -

- Ma come, professore! Serpe mi ha sputato in faccia!! -

- Sì, ho capito. Ma che ci posso fare! Non l’ho visto -

- Professore, le ripeto, Serpe mi ha sputato in faccia!!! -

- Ha fatto bene! -

 

Ingerenza didattica

 

La mamma dell’alunna studiosa, col viso atteggiato ad arroganza, protesta con il professore:

- La verifica di geografia… -

- Cosa c’è che non va, signora? -

- La verifica di geografia; mai vista una cosa del genere: sessanta pagine da studiare! -

Il professore, calmo, spiega:

- La verifica si basava su argomenti svolti in un mese e mezzo, e… -

- Mia figlia ha studiato per tutto il pomeriggio, fino a mezzanotte! -

Il professore comincia a spazientirsi:

- E chi glielo ha fatto fare! Se aveva sempre studiato, non c’era bisogno di… -

La mamma diventa aggressiva:

- Sì, sì, c’era bisogno! Ma sessanta pagine, tutt’al più un capitolo, anche troppo. Nemmeno alle

 superiori, da che io mi ricordo… -

- Signora, c’è modo e modo di studiare; geografia non si studia a memoria, com’è abituata a fare sua

 figlia -

- Mia figlia non studia a memoria! Studia sempre. Sessanta pagine! Tutto il giorno a studiare geografia, non è possibile!-

Finalmente il professore sbotta:

- E’ possibile, è possibile: la prossima volta le pagine saranno centoventi!-

 

Lettura di una storiella inventata

Il professore invita un alunno di prima media a leggere la storiella scritta in classe.

L’alunno inizia a leggere; ad un certo punto si blocca: non riconosce alcune parole.

Si rivolge allora, avvicinandosi con il quaderno aperto, al professore e gli chiede:

- Professore, per favore, mi decifra questa parola? -

Il professore esclama: - Ma come! Non riesci a leggere quello che hai scritto? Sai cosa dice il proverbio? “Chi non conosce la propria scrittura è un asino di natura” . Se non ci riesci tu…-

L’alunno, interdetto, risponde: - Ma io non conoscevo il proverbio! -

 

Verifiche

 

I Promessi sposi

Il professore assegna questo esercizio di verifica ad una classe di terza media:

Riempi gli spazi vuoti con le parole adatte.

Nella Lombardia del ………………, dominata dagli ……………….., in un piccolo paese vicino al lago di ……………….., due giovani di modeste condizioni economiche Renzo ………………… e ……………….. Mondella stanno per sposarsi. Ma un prepotente signorotto del luogo, ………………………, ha scommesso con il cugino che avrà la ragazza e manda i suoi …………………… a ordinare al parroco, ………………………, di non celebrare le nozze. Dopo il tentativo fallito di sposarsi segretamente, i due giovani sono costretti a fuggire. Aiutati da un frate del vicino convento dei Cappuccini, padre ………………….., raggiungono …………………….. Qui le loro strade si dividono. Lucia, accompagnata dalla madre, …………………., trova ospitalità nel convento di una potente suora dall’oscuro passato: ………………., la monaca di Monza. Renzo prosegue per ……………….., dove viene coinvolto nelle sommosse popolari scatenate dalla …………………., e ricercato dalla giustizia, fugge da un cugino che possiede una filanda nel ………………….., territorio della Repubblica Veneta. Intanto Lucia viene rapita per ordine dell’…………………, un signore prepotente e crudele, a cui Don Rodrigo aveva chiesto aiuto, e si trova prigioniera nel suo castello. A permettere il rapimento è stata …………………., che non ha saputo resistere alle pressioni di ………………..di cui è innamorata. L’……………………., preso dai rimorsi per la sua vita violenta e colpito dalla statura morale del cardinale Federigo ………………., si converte e libera Lucia. La ragazza, che durante la prigionia ha fatto voto di ……………………, viene accolta a casa del dotto don……………….., a Milano. Ma nella città si diffonde la ……………….., portata dai Lanzichenecchi, le truppe mercenarie assoldate dalla Spagna in guerra contro la ……………………per il controllo del Ducato del Monferrato. La peste spopola ………………., uccide don………………….. e colpisce anche Lucia, che viene portata con gli altri contagiati nel …………………... Qui guarisce e viene raggiunta da …………………., rientrato a Milano per cercarla. I due trovano anche Fra ………………., che scioglie Lucia dal suo ………………. Finalmente i due ……………….…. sposi possono sposarsi e iniziare una vita laboriosa e serena, illuminata dalla ………………….. in Dio che li ha sempre sorretti.

Ecco il risultato, ottenuto con la scelta dei vari strafalcioni:

Nella Lombardia del 800, dominata dagli Spagnoli, in un piccolo paese vicino al lago di Comacchio, due giovani di modeste condizioni economiche Renzo Tarmiglino e Lucy Mondella stanno per sposarsi. Ma un prepotente signorotto del luogo, Don Rodriguez, ha scommesso con il cugino che avrà la ragazza e manda i suoi bavari a ordinare al parroco, don Albondio, di non celebrare le nozze. Dopo il tentativo fallito di sposarsi segretamente, i due giovani sono costretti a fuggire. Aiutati da un frate del vicino convento dei Cappuccini, padre Ferdinando, raggiungono Manzo. Qui le loro strade si dividono. Lucia, accompagnata dalla madre, Laura, trova ospitalità nel convento di una potente suora dall’oscuro passato: Gel Trude, la monaca di Monza. Renzo prosegue per Torino, dove viene coinvolto nelle sommosse popolari scatenate dalla crisi di fame, e ricercato dalla giustizia, fugge da un cugino che possiede una filanda nel Veneto, territorio della Repubblica Veneta. Intanto Lucia viene rapita per ordine dell’Illuminato, un signore prepotente e crudele, a cui Don Rodrigo aveva chiesto aiuto, e si trova prigioniera nel suo castello. A permettere il rapimento è stata Agnese, che non ha saputo resistere alle pressioni di Federigo di cui è innamorata. L’Illuminato, preso dai rimorsi per la sua vita violenta e colpito dalla statura morale del cardinale Federigo Don Romeo, si converte e libera Lucia. La ragazza, che durante la prigionia ha fatto voto di non peccare, viene accolta a casa del dotto don Attilio, a Milano. Ma nella città si diffonde la colera, portata dai Lanzichenecchi, le truppe mercenarie assoldate dalla Spagna in guerra contro la Toscana per il controllo del Ducato del Monferrato. La peste spopola persone, uccide don Abbondio e colpisce anche Lucia, che viene portata con gli altri contagiati nel lanzichenecco. Qui guarisce e viene raggiunta da Romeo, rientrato a Milano per cercarla. I due trovano anche Fra Cristophero, che scioglie Lucia dal suo monastero. Finalmente i due spasimanti sposi possono sposarsi e iniziare una vita laboriosa e serena, illuminata dalla ragione in Dio che li ha sempre sorretti.
 

 

 

 

Le armi degli eroi nell’Iliade

 

Completa il brano con i termini opportuni.

Vi erano armi di offesa e di…………………….- Il guerriero, quando si armava, si poneva in testa l’…………………..con sopra il……………………, fatto di crine di cavallo. Poi vestiva la ……………………….che serviva a proteggere il petto e il dorso, infine gli…………….che proteggevano le gambe dal malleolo fino al ginocchio. Dalla spalla pendeva il…………........che reggeva un fodero con dentro la ……………………...…, lunga 50-60 centimetri. Afferrava poi la………………… con due punte di………………………, e prendeva lo………………che costituiva la protezione mobile di tutto il corpo. Per colpire da lontano i guerrieri usavano l’…………………e la……………………, ma a volte ricorrevano anche a macigni. Gli eroi in battaglia si spostavano velocemente sui ……………, tirati da cavalli, che erano guidati da un ……………………-

Ecco i completamenti effettuati da un’alunna

Vi erano armi di offesa e di guerra. Il guerriero, quando si armava, si poneva in testa l’ olivo con sopra il corno, fatto di crine di cavallo. Poi vestiva la cavalleria che serviva a proteggere il petto e il dorso, infine gli Achei che proteggevano le gambe dal malleolo fino al ginocchio. Dalla spalla pendeva il controllo che reggeva un fodero con dentro la perla, lunga 50-60 centimetri. Afferrava poi la spada con due punte di mano, e prendeva lo scettro che costituiva la protezione mobile di tutto il corpo. Per colpire da lontano i guerrieri usavano l’ascia e la mazza, ma a volte ricorrevano anche a macigni. Gli eroi in battaglia si spostavano velocemente sui campi, tirati da cavalli, che erano guidati da un autista.

 

 

 

 Lettura

Siamo in 1a media. Il professore valuta la capacità del leggere in modo scorrevole ed espressivo. Ogni alunno legge un branetto del racconto "Non piangere, Bertinotti" di Piero Chiara. Tocca a Marietta l’inizio, quando il narratore accenna a Carlo Còdega, cioè Carlo V (Quinto). L’alunna legge: "Così dicevano i vecchi, confondendo Carlo vu imperatore di Spagna..."
Tutti ridono. L’insegnante interviene:
- Ma che Carlo vu! Sta’ attenta, e rileggi bene! -
- Scusi: "Così dicevano i vecchi, confondendo Carlo vi imperatore di Spagna..."

 

Lo smog

Dopo dieci lezioni sull’inquinamento, la professoressa di Educazione Tecnica pone alla classe queste due domande:
1 - Che cos’è lo smog?
2 - Che cosa proporresti per far diminuire l’inquinamento?

Risposte toste di un alunno:
1 - Questo smog non è altro che la miscela tra aria e benzina che scoppiando dentro il cilindro del motore, causa un gas tossino che fuoriesce dalla marmitta ed è molto irritante verso i confronti della natura. Poi si può notare in molte macchine nella parte posteriore una polverina nera quello è lo smog mischiato a polvere e sabbine -
2 - Io propporrei di fare un appello alle persone che usano tanto l’automobile, li direi di non usare l’automobile almeno per quando vanno a fare la spesa o per andare a lavoro di usare un mezzo ecologico. Insomma automobilisti usate la bicicletta, se non ce la vete compratevene una -

Invia le situazioni assurde e comiche e subito saranno pubblicate!

 

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